Alzi la mano chi non ha ancora sentito parlare di Madeleine, la bella bambina inglese di quattro anni misteriosamente rapita due settimane fa in Algarve, nel sud del Portogallo, dove era in vacanza con i genitori. La campagna mediatica disperatamente lanciata dalla sua famiglia per ritrovarla ha assunto dimensioni senza precedenti. E ha trasformato una terribile storia di cronaca nera anche in qualcos’altro: uno specchio del nostro tempo. Il sito creato da Gerry e Kate McCann, il papà e la mamma della piccola, www.findmadeleine.com, è stato visitato dall’incredibile numero di 55 milioni di persone in 48 ore. La ricompensa per chi porta informazioni utili a rintracciare la bambina ha superato i 4 milioni di euro, con contributi offerti da un giornale, da un miliardario e perfino dalla scrittrice più famosa del pianeta, J. K. Rowling, l’autrice dei romanzi di Harry Potter. David Beckham e altri campioni di calcio hanno lanciato appelli televisivi invitando la popolazione a collaborare alle ricerche. Oggi, durante la finale di Coppa d’Inghilterra tra Chelsea e Manchester United, i 90 mila spettatori sugli spalti di Wembley e le decine di milioni che assisteranno al match in tivù vedranno nell’intervallo un messaggio dei genitori di Madeleine. La compagnia spagnola Telefonica e altre aziende di telefonia mobile bombarderanno milioni di utenti con messaggini «aiutateci a ritrovare Madeleine». Una catena di sant’Antonio internazionale di e-mail sta facendo lo stesso su Internet: un messaggio della zia di Madeleine l’ho ricevuto perfino io, sul mio indirizzo di posta elettronica di Repubblica. E ora alle iniziative per far circolare il volto di Madeleine in tutta Europa partecipano anche alcune delle maggiori multinazionali, come la BP, la McDonald’s, la catena di alimentari francese Carrefour, riempendo stazioni di benzina, ristoranti e supermercati con la foto della bambina. Se da un lato una simile tattica può aiutare le indagini, dall’altro può complicarle: c’è il rischio che qualsiasi bimba bionda intorno ai quattro anni venga segnalata come Madeleine. E’accaduto ieri sull’isola di Creta, dove la polizia greca ha dato la caccia per ore a una sua sosia, intravista su un furgone sospetto: non era, purtroppo, la piccola rapita. Finora la polizia portoghese ha fermato e interrogato uno stravagante inglese di 33 anni, Robert Murat, che vive in una villa a 150 metri dal luogo in cui è scomparsa Madeleine: lo ha poi rilasciato dicendo di non avere "prove sufficienti" per arrestarlo, ma continua a considerarlo un "sospetto" e gli ha vietato di lasciare il paese. L’opinione dominante è che una banda di pedofili abbia rapito la bambina. E per i genitori c’è anche lo strazio di sentirsi corresponsabili: quella sera la lasciarono sola nel loro bungalow, insieme a due gemellini di due anni, mentre cenavano all’interno del villaggio vacanze di Praia da Luz, a un centinaio di metri di distanza. Ogni mezz’ora andavano a controllare i figli. Finché, a un certo punto, hanno trovato il letto di Madeleine vuoto. Ed è cominciato l’orrore.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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