Fortuna che, in questi tempi drammatici, qualcuno si fa carico dell’angoscia del mondo. Il sindaco di Pontida, il leghista Pier Luigi Vanalli, ha invitato il sindaco di Waiblingen, città Natale di Federico Barbarossa, "per fare la pace dopo tanti secoli". È un gesto coraggioso, nobile e soprattutto indispensabile: le tensioni tra Waiblingen e Pontida sono, come è noto, uno dei focolai più pericolosi per la pace mondiale. Anzi: sarebbe bene che Vanalli investisse della questione il Consiglio di sicurezza dell’Onu, invitandolo a rimettere pace tra lombardi e tedeschi, divisi da un odio secolare. Da molte generazioni ogni nato maschio, a Waiblingen, viene addestrato all’invasione della Lombardia. E ancora oggi un tedesco non può mettere piede in Italia senza che il casellante, al Brennero, gli rinfacci l’invasione del dodicesimo secolo. Allo stesso modo, non si contano i casi di emigrati italiani costretti ad ascoltare umilianti barzellette contro Alberto da Giussano.
Ora finalmente, grazie al sindaco Vanalli, tutto questo finirà. E forse, uno dopo l’altro, si scioglieranno in un abbraccio salvifico anche molti degli altri terribili conti in sospeso con la storia: si stanno cercando, per dirimere ogni dolorosa questione, gli eredi di Pirro, re dell’Epiro.

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