Mi sono arrivate davvero molte lettere, sms e telefonate di amici a proposito di Gay Pride e laicità dello Stato. La maggior parte esprime allarme per la stretta moralista che sta paralizzando l’attività del governo in materia di diritti civili, e minaccia seriamente di penalizzare la nascita del Partito democratico. Qualcuno, all’opposto, accusa la sinistra di avere dimenticato le questioni sociali a vantaggio di battaglie etiche "di minoranza". Ringrazio tutti, anche chi dissente, limitandomi a sottolineare che nessuna battaglia per i diritti civili può essere, in sé, di minoranza. E che la pretesa di imporre una morale confessionale come morale pubblica, buona per tutti, non è minimamente compatibile con i principi dell’Unione Europea e, più in generale, con lo spirito della democrazia e della modernità. (Parola, quest’ultima, che sta tornando ad assumere un significato comprensibile…).
A proposito di minoranze, cedo volentieri le poche righe che mi rimangono all’Alleanza Evangelica Italiana, che segnala per sabato prossimo (23 giugno, alle ore 10, in piazza Santi Apostoli a Roma) un Raduno per la libertà religiosa. Le chiese evangeliche (anche nei Paesi in cui rappresentano una parte consistente della società) sono la dimostrazione applicata di come fede e leggi dello Stato possano essere felicemente separate.

Torna alle altre news >>