Non so se sia stato un bagno di umiltà o una resa all’orrore, ma negli anni abbiamo imparato a prendere sul serio, volenti o nolenti, cose che all’inizio ci parevano poderose minchiate. E invece si sono rivelate idee geniali per milioni di italiani plaudenti. Il deposito del marchio "Partito della Libertà" da parte di Brambilla Michela, con "diritto di esclusiva su scarpe e cappelleria", potrebbe essere una di queste. La politica, del resto, da tempo è passata dalle discipline intellettuali allo shopping: lo sa bene il povero Ferdinando Adornato, che da un paio di lustri, da quel vecchio comunista che è, tenta di costruire il Partito Nuovo del centrodestra attraverso le faticosissime alchimie tradizionali, convegni, pensose orazioni, addirittura riviste. Un buco nell’acqua. Brambilla Michela in cinque minuti, con una firmetta dal notaio piuttosto che perdere tempo con torme di intellettuali vanitosi e litigiosi, ha surclassato Adornato. Il bravo Bondi (anche lui politicamente vecchio, anche lui non per caso ex comunista) tenta eroicamente di ristabilire una gerarchia dei valori politici (e non solo) ricordando a Brambilla che la politica è "cultura e umiltà". Ma provate a rapportare questi due concetti, cultura e umiltà, al demiurgo di questa e altre vicende, Silvio Berlusconi, e capirete perché al suo fianco ci sarà sempre più spesso Brambilla Michela, e sempre di meno Bondi e Adornato.

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