Linciamoli, impicchiamoli, strappiamogli le unghie, bastardi, maledetti, porci quelli del governo che hanno votato l´indulto, maiali immigrati, ci vuole la forca, bruciamoli con la benzina. Voci sparse dalla piazza di Treviso, raccolte (immagino a stomaco serrato) dalla collega Cinzia Sasso. Ci sarebbe almeno un dettaglio da chiarire: tra i "porci" che hanno voluto l´indulto c´è anche il loro idolo Silvio, che magari aveva qualche suo amichetto non rumeno e non albanese da aiutare. Ma è appunto un dettaglio. La sostanza, molto prevedibile ma non per questo meno triste, è la reazione da bestie a un delitto da bestie. Neanche un grazie per quegli uomini dello Stato (porco Stato, porca Italia, porco governo) che ha preso in pochi giorni i tre assassini. Neanche un dubbio sulla legge del taglione chiesta a ganasce spalancate nei ricchi bar di una ricca città: legge islamica, ma non ditelo ai trevigiani che sono gente di chiesa. Solo barbarie contro barbarie, pancia contro pancia, artigli contro artigli, pena di morte invocata come un´estasi, e la parola linciaggio che diventa corrente, appena una variante penale. Una società fintamente paciosa, in realtà ferina, pazza di terrore e di odio, insicura di sé, mostruosa tanto quanto i mostri che hanno ucciso e torturato. Ma quando è che arrivano i buoni, in questo orrendo film?

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