La quantità di delitti che hanno per vittima una donna, e per assassino un maschio respinto o tradito, è in minaccioso aumento. Lo ha denunciato, dati alla mano, il ministro Pollastrini in una diretta televisiva di qualche tempo fa (su Rai tre), lo si percepisce leggendo i giornali, ma non risulta che il fenomeno sia compreso nel nutrito pacchetto delle "emergenze politiche".
Per fare una battuta rudemente polemica, ma non campata in aria, direi che la recrudescenza di atti di violenza "proprietaria" dei maschi sulle femmine rientra nel complessivo rilancio dei Valori Tradizionali. La libertà di scelta sessuale delle donne mina alle radici l’intero impianto della Famiglia con la maiuscola, e ha innescato da tempo una reazione ideologica condivisa da molti, e una reazione patologica praticata da pochi, ma penosissima e carica di morte. Per altro, la scia delle ormai remote idee libertarie appare piuttosto disseccata. Gli ex praticanti di confuse ma generose teorie di liberazione sessuale (e di liberazioni in generale) stanno invecchiando al riparo di un riposante conformismo. Difficilissimo sentire una voce che si levi in difesa di quello che una volta si chiamava "libero amore", e oggi è tacciato di cinico libertinaggio. Ma davanti a queste ragazze ammazzate, cancellate dal mondo perché sia chiaro che i loro corpi non appartengono a loro ma al maschio di turno, a me viene, per riflesso, una gran voglia di riparlare del libero amore. Chissà se ho nostalgia della gioventù o della libertà…

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