Al vecchio, glorioso liceo Parini di Milano un collettivo studentesco ha chiesto di collocare nella scuola un distributore di preservativi, come pare avvenga in un paio di altre scuole. È passato quasi mezzo secolo dallo scandalo della "Zanzara", il giornalino pariniano che suscitò la censura isterica degli adulti (magistratura compresa) per avere pubblicato - pensate! - un'inchiesta sul sesso. Il transito da quella storica censura alla richiesta profilattica di oggi descrive perfettamente il ribaltone etico della nostra comunità, un tempo ridicolmente bigotta e oggi nevroticamente, incondizionatamente rivendicativa, come se non le riuscisse proprio di trovare una decente misura. Tra il desiderio represso di allora e il desiderio sciattamente normalizzato di adesso, il filo conduttore è un rapporto non adulto, puerile con la vita. Non adulti, allora, furono i giudici e gli insegnanti che si accanirono contro l'intelligente curiosità degli studenti. Non adulti, oggi, sono gli studenti che si baloccano con baggianate "libertarie" come questa. I preservativi si acquistano facilmente ovunque, perché proprio a scuola? E le garze e i cerotti, e gli analgesici, e le lenti a contatto, e i belletti per le ragazze, allora? E i long-drink per l'happy-hour? E su You Tube, che dicono su You Tube?

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