Neanche il tempo di riflettere sui sette milioni di firme raccolte sotto i portici, durante il passeggio domenicale, e già il "Giornale" esce in edicola annunciando che i milioni sono otto. Considerando che tra il proclama di Berlusconi e la chiusura in tipografia del "Giornale" sono trascorse poche ore, questo significa che ogni mezza giornata le firme aumentano di un milione, e dunque entro venti giorni avrà firmato la totalità della popolazione italiana, me compreso. Poiché alla matematica non ci si può ribellare, devo solo decidere dove firmare. Mi piacerebbe molto alla sede del "Giornale", per salutare i colleghi. Ne approfitterei per metterli in guardia - forte della mia lunga e felice esperienza giovanile all’"Unità" - contro alcuni piccoli rischi inerenti il difficile lavoro del giornalista di partito. Mai, per esempio, dare l’impressione che il Culto del Capo sia così soverchiante da oscurare gli altri dirigenti. "Otto milioni con Silvio" andrebbe dunque sapientemente guarnito con altri titoletti, a carattere più piccolo, e anche senza foto, sulla domenica di Dell’Utri, o di Adornato, o della Brambilla. Anche se trascorse in famiglia, o al bowling, servono comunque a dare l’impressione che si sta parlando di politica, e non di un’apparizione mariana.

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