Quello che non smette di stupire, nei Savoia, è la desolante mancanza di signorilità. La richiesta di risarcimento allo Stato, al di là di ogni giudizio sulla sua insolenza politica, è da pitocchi. Ho conosciuto operai milanesi e contadini marchigiani infinitamente più signori di loro. Disinteressati e orgogliosi. Umili di censo, signori d' animo. Dunque, probabilmente, il vero ruolo della famiglia Savoia (fatti salvi alcuni parenti e rami cadetti, dei quali non mi intendo molto) è rammentare agli italiani di quanta poca dignità siano dotati quelli che una volta si chiamavano "ceti dominanti". Perfino una cosiddetta Casa Reale, qui in Italia, si ritrova coinvolta in affari di bassa lega e non trova di meglio che chiedere quattrini pubblici, come una qualunque consorteria di assistiti e di piagnoni. Quello che ci manca fino allo scandalo, fino allo strazio, come comunità nazionale, come popolo e come istituzioni, è un alto concetto di noi stessi: qualcosa che ci renda dignitosi, e dunque immuni da furbizia. Fossi monarchico mi cercherei un candidato al trono tra i minatori sardi, o i pescatori abruzzesi, per vedere se si riesce ad alzare il livello.

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