La cosiddetta evoluzione dei costumi andrebbe un tantino ripensata, se è vero che due bellissimi e brillanti e fortunati ventenni, lui campione di nuoto italiano, lei campionessa di nuoto francese, si sono lasciati con tanto di scenata in pubblico, accuse di infedeltà, lei che lancia contro di lui l’anello di fidanzamento (ma c’è ancora l’anello di fidanzamento?), lui che sottolinea stizzito il prezzo (altissimo) dell’anello medesimo. Roba da commediaccia latina, con le passioni che traboccano e i nervi che saltano, e fa pensare che alla grande disinibizione sessuale non corrisponde per niente l’altrettanto necessario fair-play. Trovarsi è facile, fare l’amore facilissimo, è lasciarsi che, evidentemente, rimane difficile. Il prontuario dei gesti amorosi è diventato easy, veloce, di pronto consumo, ma rimane greve e irrisolto il nodo della libertà, del rispetto, del doloroso momento in cui un sì diventa no. Ragazzi voraci di emozioni molteplici, come siamo stati tutti, non paiono in grado di metabolizzarne il prezzo, che in amore a volte è molto alto, è dolore, è solitudine. Si insultano, si odiano e si menano come primitivi, forse la rivoluzione sessuale è stata (come tutte le rivoluzioni?) appena un’illusione.

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