Nei momenti di futilità che per fortuna mi soccorrono ancora, posso dedicarmi a uno dei miei passatempi preferiti: l’osservazione della testa di Berlusconi, i cui mutamenti, nei decenni, non cessano di stupirmi. Nelle ultime settimane la parte sommitale della pettinatura, quella ripetutamente piantumata, ha via via perduto quella consistenza semi-solida, quasi lucente, che faceva pensare a una cuffia da piscina. Il colore appare più sfumato, quasi sfocato, e una delicatezza piumosa, direi infantile, ha preso il posto dell’effetto bituminoso tipico delle teste posticce. È come se la pennellata del truccatore si fosse fatta meno realista e più impressionista. Come spiegare un mutamento così repentino? Con gli amici abbiamo fatto un forum. Vi risparmio le tesi più strampalate. La più convincente, e in fondo anche la più verosimile, mi pare quella di Antonio. Sostiene che la testa di Berlusconi è dotata di un sistema di ricambi simile a quella delle cover dei cellulari. Potrebbe, un domani, presentarsi in pubblico anche cotonato come Jane Mansfield o irsuto come un guerriero acheo. Noi non vediamo l’ora.

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