Non so se sia un modo ottimista oppure cinico per cominciare il nuovo anno. Ma ho provato a pensare che un morto e due feriti gravissimi per i botti scriteriati e le pallottole vaganti siano, in rapporto alla potenza di fuoco dispiegata su tutto il territorio nazionale, davvero pochissimi. Che cinque o sei incidenti mortali sulle strade ogni giorno, considerando il numero di ubriachi e di farabutti al volante, siano quasi un miracolo. Che delitti, violenze e catastrofi, se rapportati alla massa enorme dei rischi ai quali siamo esposti, alla nostra imprevidenza, alla nostra scelleratezza e alla nostra tendenza a prevaricare sugli altri, siano un prezzo fisiologico da pagare, e neanche troppo esoso. Ho provato cioè, per salutare il 2008, a ragionare esattamente al contrario di come ragionano normalmente i media, e per riflesso noi opinione pubblica. Dare importanza alla normalità e sottrarne all’eccezione, all’incidente, alla sciagura. Continuo a domandarmi se sia ottimismo o cinismo. O spirito di sopravvivenza.

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