La giuria dei critici, presieduta da Tahar Ben Jelloun, ha inserito Vite nuove di Ingo Schulze nella rosa dei vincitori della XXVII edizione del premio letterario Grinzane Cavour.

La motivazione
Con Vite Nuove pubblicato da Feltrinelli lo scrittore Ingo Schulze, nato a Dresda nel 1962, ha scritto il grande romanzo sulla riunificazione tedesca, un evento che ha mutato la vita di una nazione e la geografia dell’Europa. Utilizzando con umorismo e straniamento la classica forma epistolare, Schulze dà vita a un epico affresco dove fatti e personaggi si intrecciano in una sapiente drammaturgia che coinvolge est ed ovest, ieri e oggi, provincia e mondo, finzione e realtà. Al centro il personaggio di Enrico Türmer, scrittore mancato, redattore intraprendente e infine imprenditore e uomo d’affari che con le sue speculazioni fa bancarotta e scompare nel nulla. Un destino teso fra i tempi un po’ opachi del socialismo e le nuove chances di un capitalismo spietato, oggetto di una trasformazione antropologica che risponde all’interrogativo:”In che modo l’Ovest è entrato nella mia testa? E che cosa ha prodotto?”. Schulze dipana le mille storie del romanzo, di cui Tümler è testimone o diretto interprete, con maniacale adesione al dettaglio, tra icone del vecchio, sbiadito socialismo e mefistofeliche silouhette di un progresso lacerante. Questo complesso romanzo di formazione traccia, nel raffronto fra la vita di ieri e di oggi, la crisi di identità di un soggetto disorientato di fronte alla fine delle ideologie e all’inadeguatezza nel mondo attuale di qualsiasi utopia. Ma l’originalità di Vite Nuove consiste soprattutto nell’aver sciolto con grande felicità inventiva una crisi di pensiero epocale in smaliziata e densa affabulazione, in una coralità di voci e tradizioni letterarie, che si congedano dal passato per intuire, non senza timori, un mondo nuovo.

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