‟Investire in Italia è come guidare premendo il freno”. Dice tutto il titolo dell’inchiesta che il Financial Times ha dedicato agli investimenti stranieri nel nostro paese: un lungo articolo che mette in rilievo l’opacità delle leggi, le lentezze della giustizia, gli ostacoli burocratici, l’instabilità politica e in generale un clima economico poco favorevole ad aprire le porte a gruppi e uomini d’affari che vengono da oltreconfine.
L’indagine del quotidiano della City coincide per caso con la crisi del governo Prodi, ma illumina problemi italiani di cui la grande stampa internazionale si è occupata più volte in questi anni, sia all’epoca del precedente governo guidato da Berlusconi, quando in particolare l’Economist condusse una campagna contro le inadeguatezze della nostra penisola, sia in tempi più recenti, come ha fatto il New York Times con un articolo su "l’inverno dello scontento" degli italiani.
Lasciando sullo sfondo altri aspetti del declino dell’Italia, il Financial Times si concentra sul basso livello degli investimenti stranieri: cresciuti nella Ue del 15% nel 2007, in Italia sono diminuiti del 28%. I fondi d’investimento stranieri, scrive il quotidiano, ‟capiscono che investire in Italia significa perdere un sacco di tempo per fare i conti con il sistema politico”.
Il Financial Times cita quindi una serie di casi concreti. In Italia non c’è un solo ristorante della catena americana di fast food Kentucky Fried Chicken, che ne ha 52 in Francia. La McDonald’s oggi ha 360 ristoranti in Italia, ma nei primi dieci anni di attività nel nostro paese ne aveva solo 20 e stava per rinunciare. Il fatto che ci siano pochi fast food può sembrare conseguenza dell’amore degli italiani per la buona cucina nazionale, ‟ma i francesi amano meno la propria?”, si domanda il giornale. E non è solo questione di cibo. L’FT ricorda l’acquisizione fallita della Telecom da parte dell’AT&T, la mancata fusione tra la spagnola Abertis e Autostrade, il ritiro dell’australiana Macquarie dal piano di modernizzazione degli Aeroporti di Roma.
Ora la britannica Bg lancia un nuovo tentativo di investire 500 milioni di euro in un terminale del gas a Brindisi, cinque anni dopo l’approvazione del progetto, finora bloccato da opposizione locale e complicazioni legali. Il Financial Times ricorda un recente discorso di Sergio Marchionne, secondo cui lo spettro del protezionismo ‟minaccia la ripresa industriale del paese”, augurandosi che l’esortazione venga ascoltata.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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