L’Unione Europea ha una sola possibilità concreta di far rispettare la sua sentenza sulle frequenze televisive: il presidente della commissione Ue Barroso dovrebbe venire di persona a Cologno Monzese, con una scala molto alta e un cacciavite, e svitare con le sue mani l’antenna che permette a Rete4 di trasmettere. Nessuna altra possibilità è data. Berlusconi se ne strabuggera, leggi e regole gli sono sempre sembrate una bizzarria facoltativa quando è di buon umore, e un torto personale quando è incacchiato. I governi degli ultimi vent’anni non hanno avuto la forza o la volontà di intervenire se di sinistra, erano governi Mediaset se di destra. Figurarsi adesso che di governo ce n’è neanche l’ombra, e pare un’impresa disperata perfino andare a votare con una legge decente, e il sopruso antico e incancrenito di una rete nazionale che va in onda senza concessione è diventata appena una delle mille faccende ignobili di un Paese sommerso dalle emergenze. E dunque, l’Europa ha un bel sentenziare. Le sentenze arrivano fin qui come il suggestivo ma esotico pronunciamento di un potere lontano, tra una pubblicità e l’altra.

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