Che un pezzo rilevante di Cosa Nostra sia stato smantellato, con il contributo decisivo degli inquirenti italiani, è una fantastica notizia per almeno due motivi. Il primo è ovvio: la legge che vince, la mafia che perde. Il secondo è meno ovvio ma forse, in questo momento così faticoso e aspro per l’Italia, anche più rilevante: in pieno collasso politico, esiste e funziona (verrebbe da dire: nonostante la politica) uno Stato. Anche nelle istituzioni e nell’amministrazione pubblica, non solo nel privato, c’è spirito di iniziativa, ci sono persone che lavorano, progettano, agiscono secondo tempi e modi indipendenti dagli sbandamenti del potere esecutivo e della politica. Non tutto è appeso agli umori e agli interessi dei partiti... Il rischio è abituarsi all’idea che, in fin dei conti, della politica si possa fare a meno. Che il paese possa funzionare a prescindere, e l’improduttività dei partiti sia da mettere nel conto come una qualunque crisi di settore.

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