Da quello che sono riuscito a capire, il riassunto (spero non troppo maldestro) della terribile crisi finanziaria americana è questo: parecchie banche hanno cercato di speculare sulla divorante smania di consumi e di status sociale di milioni di cittadini, concedendo crediti del tutto fuori misura. Non coperti da garanzie. È stata messa sul mercato l’illusione di una ricchezza di massa senza limiti, creando un indebitamento privato spaventoso e non più colmabile.
Le banche campano vendendo denaro. Si capisce, dunque, che sia nella loro natura far sì che il maggior numero possibile di clienti acquisti la maggior quantità possibile di denaro. Ma vendere illusioni non è la stessa cosa che vendere denaro. Significa istigare in modo ideologicamente fraudolento a rovinarsi. Per la generazione di mio padre (bancario…), indebitarsi anche di poche lire era come rubare. Fonte di vergogna. Per gli attuali uomini di occidente la sola vergogna sembra essere non avere abbastanza quattrini. Così il credito è diventato un meccanismo faustiano, vite intere sono vendute alle banche (o agli strozzini) in cambio di una onnipotenza solo parvente. Di differente, questa volta, c’è che la truffa era così grossa che sta morendo anche il diavolo.

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