La morte di Pippa Bacca (la giovane artista milanese uccisa in Turchia e salutata ieri da chi le voleva bene) mi ha ricordato quella di Enzo Baldoni, un altro milanese inerme e coraggioso morto in Iraq tra le mani feroci di una banda di rapitori. In entrambi i casi esiste un sospetto di "ingenuità", di eccesso di fiducia nel prossimo e nelle proprie facoltà di comunicare amicizia e pace anche in territori difficili. E in entrambi i casi si sottovaluta – quasi fosse una stravaganza, o un imperdonabile lusso intellettuale – la carica umanitaria, l’apertura alla vita, la curiosità verso gli altri e verso i lontani.
Mi ha molto colpito – ulteriore legame tra le due morti – la compostezza, la serenità, la civiltà del dolore delle rispettive famiglie, certamente coscienti della gentilezza d’animo come pure della caparbia energia vitale dei loro due cari. Di Enzo Baldoni si parla ormai pochissimo, e né la sua vita né la sua morte lo meritano. La discrezione della sua famiglia (che mi permetto di abbracciare) non ha voluto lasciare neanche strascichi polemici per il molto poco che si è fatto per ricordarlo. Spero che in memoria della ragazza Pippa Bacca almeno il Comune di Milano voglia fare qualcosa di meglio del niente che si è fatto per Baldoni.

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