Mi ha molto colpito, per l’intelligenza giornalistica e la profondità dello sguardo, il reportage di Giuseppe D’Avanzo sull’elettorato leghista (Repubblica di ieri). Abbiamo molte cose da imparare, anche a scapito dei nostri pregiudizi. Mi domando, però, a proposito delle "due Italie", se uguale sforzo di analisi, uguale umiltà e se volete uguale fair-play saranno mai riscontrabili anche in senso inverso. Qualche giorno fa Libero, quotidiano molto letto nel profondo Nord così rispettosamente raccontato ieri da Repubblica, pubblicava una atroce prima pagina contro la "sinistra dei nuovi negrieri", basandosi sull’interpretazione falsa di una fotografia. Uno scherzo tra due amici di Miuccia Prada spacciato per indegna umiliazione di un subalterno. Odio puro, ovviamente contro la "sinistra radical-chic" che è la comoda caricatura di un terzo abbondante degli italiani (compresi milioni di operai e di gente comune) da additare allo spregio dei lettori.
Non vorrei che la necessaria fatica di "capire l’altro", nell’Italia bipolare e alla ricerca di un comune sentire, fosse a carico di una sola parte. Si è molto criticata la sinistra per il suo indisponente sentimento di superiorità morale e culturale. Ma prime pagine come quella di Libero rischiano di farlo aumentare.

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