Il Tg1 dell’altra sera ha provveduto a informarci che il Papa, secondo la rivista ‟Time”, non è tra le "cento persone più importanti del mondo". Possibile che il calciatore Kakà (inserito nella lista) conti più del Papa? È la classica domanda assurda, conseguente all’assurdo rilievo dato all’assurda lista che un gruppo di redattori buontemponi compongono ogni anno quando sono in pausa mensa, nella speranza che qualcuno ci cada.
In forza della sua assurdità, la domanda "può il Papa contare meno di Kakà?" è dilagata trionfalmente in quell’impareggiabile ricettore della zuffa mediatica che è il web, dove ho avuto modo personalmente di constatare che il Papa non solo non è nella lista di ‟Time” (neanche nella categoria "eroi e pionieri", che fa ridere il mondo intero ma non gli americani). Non è neppure nella lista "le cento top model più pagate del mondo". Tocco comico finale: lo stesso Vaticano, il cui scopo ultimo dovrebbe consistere nel preservare lo spirito (suo e nostro) dalla futilità, si è lasciato coinvolgere nel dibattito spiegando ufficiosamente che no, il Papa non è meno importante di Kakà. E Kakà non è più importante del Papa. Amen.

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