Il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, ha su rom e clandestini una posizione sostanzialmente identica a quella della Lega: espulsione non solo di chi delinque, ma anche ‟di chi in Italia non ha mezzi di sussistenza”. Da cittadino confuso, devo a Penati un "grazie" non ironico per la chiarezza perfino brutale con la quale articola le sue opinioni. Proteggere la propria comunità punendo chi delinque è una misura fondata sul diritto. Espellere ‟chi non ha mezzi di sussistenza” è invece un concetto tecnicamente classista.
Penati dichiara ("Corriere" di ieri) che il Pd, ‟diversamente dai partiti che lo hanno preceduto, deve rappresentare più che educare”. Meno evoluto di lui, sono forse legato a un’idea ancora troppo pedagogico-edificante della politica. Ma anche nell’ipotesi che la sinistra debba «rappresentare» di più, ‟educare” di meno, chiedo a Penati: non crede che, per rappresentare l’ostilità popolare nei confronti di chi ‟non ha mezzi di sussistenza”, la Lega e la destra in genere siano molto più qualificate e credibili del Pd? Conviene a Penati perdere rappresentanza (e voto) di quelli che la pensano come me, senza alcuna certezza di guadagnare il voto di chi è già rappresentato ottimamente da Calderoli?

Torna alle altre news >>