Può darsi che Berlusconi riesca a fare più buchi di Bassolino, per nasconderci dentro tutti quei rifiuti. Se poi, come è giusto, metteranno insieme i buchi di centrosinistra e quelli di centrodestra, nel segno del nuovo proficuo clima di collaborazione, magari per qualche mese o un paio d’anni potremo fare finta che le cose siano sistemate.
Quello che preoccupa, però, è che la catastrofe napoletana non sembra avere sortito quell’effetto di ripensamento culturale e politico sufficiente a capire che il problema è strutturale, non contingente. Che Napoli, con le sue cataste di deiezioni che rosolano al sole, è solo l’inizio, perché ovunque, nel mondo che consuma frenetico e inconsapevole, il ciclo dei consumi è malato di bulimia, si spreca e si butta, più di metà di quello che comperiamo diventa spazzatura (pensa quanto siamo scemi…). Non si può certo chiedere a un presidente del Consiglio che è imperatore della pubblicità, massimo fautore dello spendi e spandi, di dare l’abbrivio a un ragionamento sulla sobrietà, sulla giusta misura, su un metabolismo comune che sia meno ingordo e sventato. Magari la sinistra sì, avrebbe il compito di ragionarci sopra. Chi l’ha votata per una vita non si aspetta più il potere, ma almeno l’intelligenza, almeno un pezzetto di sguardo sul futuro.

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