Le passioni esoteriche di molti dittatori (il cui potere illimitato ha già in sé qualcosa di infernale) tornano sotto forma di parodia nel caso del signor Karadzic, genocida patentato (ottomila morti solo a Srebrenica) che si era rifatto una seconda vita e una nuova reputazione dispensando consigli ai belgradesi su come sfruttare l’"energia dei quanti" per sconfiggere il raffreddore. In fin dei conti un capopopolo nazionalista, evocatore di "radici" millenarie e capace di ridare forza simbolica a ossa sepolte da secoli, è naturalmente portato a suggestionare le folle e a manipolare la realtà.
Più campo e più apprezzo la banalità delle soluzioni ragionevoli, i medici che allargano le braccia, i politici che promettono poco, gli scienziati che ammettono di non avere ancora trovato la soluzione. Il mondo è pieno di folle frustrate e illuse che il primo scopritore di Verità, o spacciatore di Identità, riesce ad accendere come paglia. Mi fa paura la credulità, politica e non, che permette a quelli come Karadzic di diventare capi, o santoni, o liberatori di energie nascoste. Il loro potere di suggestione si fonda sempre sulla debolezza dei seguaci, sulla paura della morte e soprattutto sul terrore di non contare niente. Certo se Karadzic, invece che alla Grande Bosnia, si fosse dedicato alla medicina quantistica fin da giovane, ci sarebbero molti pazienti infinocchiati in più, ma molti morti di meno.

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