La povera Franzoni è stata sufficientemente massacrata dai media: tanto da meritare uno sconto di pena non previsto dai codici, ma dalla comprensione umana sì. Ieri è poi ricomparsa in video la villetta di Cogne, ed è stato come rivedere Anna Magnani o Alberto Sordi nei vecchi scampoli della Rai, vecchie glorie dei vecchi tempi. L’occasione era la sentenza dei giudici di Cassazione che definiscono "lucida determinazione" lo sciagurato raptus di una madre soccombente e infelice. Chissà – mi sono detto – se esiste, negli studi di Porta a porta, anche un plastico della pietà umana. Ove Vespa possa indicare, con apposita bacchetta, quella zona del comprendonio che basti a elaborare un pensiero finalmente caritatevole, e insperatamente logico, a proposito di quel tristissimo vortice, raro ma non isolato, che a volte coglie padri e specialmente madri travolti dalla paura di non essere all’altezza, e li spinge alla violenza bruta sui poveri figlioli.
Ci saremmo risparmiati anni e anni di altri plastici, migliaia di ore di trasmissione, fiumi di parole a vanvera, inquadrature da ogni dove (anche aeree, forse pure satellitari) della villetta e della sua banale insignificanza, povera villetta divenuta icona del Male essendo appena il contenitore domestico, uguale a tanti, del dolore e della fragilità.

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