Che squallida, furba idea (squallido e furbo vanno spesso a braccetto) quella di pubblicare sul sito di Forza Italia la valanga di insulti e minacce a Berlusconi che molti italiani nevrastenici spediscono via Internet. Ogni personaggio pubblico - in misura proporzionata alla popolarità - ne riceve, e le cestina con un’alzata di spalle, come sputi immeritevoli perfino di uno sguardo, e in gran parte sputi anonimi, livorosi e frustrati. Raccoglierli in un orrendo bouquet e mostrarli ai propri sostenitori per far capire quanto malevoli, cattivi, violenti e ignoranti siano i nemici di Silvio, è un gesto di bassezza politica quasi pari a quella che dimostrano gli inveleniti odiatori del premier. È un gesto che alimenta il fiume già impetuoso dello sfregio e dell’astio tra fazioni, non degno di una classe dirigente che avrebbe il dovere di alzare lo sguardo piuttosto che abbassarlo nelle pozzanghere, e se non proprio interpretare, almeno simulare il meglio, piuttosto che frugare nel peggio.
Essere (anche) odiati è un prezzo che si paga al successo e al potere (in questo caso allo strapotere), ma sventolare al balcone una lenzuolata di sozze lettere anonime, per dire al mondo quanto perfido sia il mittente, e quanto buono e vituperato il destinatario, è una scelta da piccola gente, degna di uno staff che invece di aiutare il suo capo a migliorare, lo asseconda nelle sue peggiori debolezze.

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