L’idea di levare potere al Parlamento; di levare potere alla burocrazia; di levare potere allo Stato; di attribuire all’iniziativa privata finalmente senza briglie un potere taumaturgico; è un’idea vecchia. Vecchia di più di vent’anni, sperimentata fino alle sue estreme conseguenze (qualcuna anche positiva) da Thatcher e Reagan e infine travolta e messa fuori gioco dal collasso di un sistema economico e finanziario così sregolato, e così vanitosamente confidente nella propria onnipotenza, da avere scardinato ogni rapporto virtuoso tra lavoro e denaro, tra lavoro e credito, tra lavoro e giustizia sociale.
Che Berlusconi sia vecchio (e non è una considerazione anagrafica) è il punto di partenza dal quale ogni opposizione dovrebbe partire. La sua leadership mette l’Italia in coda (tardiva) davanti a uno sportello già saccheggiato da altri e già chiuso da tempo. Vecchia è la sua idea di società, vecchia la sua ostilità per le regole e per l’equilibrio dei poteri, vecchia la sua diffidenza per la sfera pubblica, vecchia la sua televisione ridanciana e iper-colorata. L’incantesimo del Berlusconi taumaturgo e "moderno" è tanto fragile quanto il suo trucco da eterno giovane. Un giorno o l’altro qualcuno farà, nel momento giusto, un secco "snap" con le dita e ci sveglieremo dall’ipnosi che ci paralizza.

Torna alle altre news >>