Nella pittoresca campagna elettorale in corso a Bologna abbondano i candidati "civici", e si fatica a trovare un aspirante sindaco che ammetta di correre per conto di un partito. Da tutto questo civismo, però, non sembra discendere, rispetto alla vecchia cara rissa ideologica che ha formato tante generazioni, un percepibile miglioramento dei toni, e abbassamento dei volumi.
Non si litiga più su socialismo e capitalismo, ma più volentieri su quanto è spregevole quel candidato e quanto fesso quell’altro. Tanto è vero che sui giornali nazionali la contesa è approdata non certo per la sua qualità politica, ma per il colpo basso anzi bassissimo inferto a Giorgio Guazzaloca, felicemente guarito da un tumore: un suo avversario di centrodestra (nemico interno, i peggiori) ha chiesto di sottopporre tutti i candidati a visita medica, per vedere chi è più arzillo e magari chi ce l’ha più lungo. Nemmeno una donna in lizza, clima rissoso e livello basso: gli odiati partiti avranno anche perduto potere e centralità, ma evidentemente la soluzione "vota la persona, non il partito" non costituisce un rimedio in sé. L’ego delle persone sa essere non meno debordante di quello dei partiti. Di peggio, c’è che gli insulti e l’acidità estrema, se spesi tra singoli litiganti e non tra partiti, paiono ancora più sproporzionati: come usare il cannone per ammazzare le mosche.

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