La parola chiave, per capire Berlusconi e il berlusconismo, è "invidia". Rivela una concezione degli uomini, e della vita, totalmente autoriferita. Fissa nel piccolo ambito dell’ego (piccolo per qualunque essere umano, sia chiaro) i postulati del successo, del merito, dell’eccellenza. Il classico Modello Unico. L’alibi dell’invidia altrui gli serve soprattutto per declassare non solo ogni critica e ogni giudizio, ma ogni differenza, al rango dell’emulazione frustrata: non mi amate perché sapete che non riuscirete mai a essere come me. Nemmeno sospetta che altri aspirino ad altro, che le vie della felicità e del piacere siano infinite, e per la maggior parte sideralmente distanti dai suoi miliardi, dal suo potere, dai suoi modi e dai suoi scopi. Se lo sospettasse, crollerebbe come un castello di carte il suo narcisismo devastante. Capirebbe, per esempio, che al contrario di quanto pensa l’invidia alligna proprio in chi lo segue e lo blandisce (loro sì che vorrebbero essere "come lui", e non possono). Negli altri, in quelli che non vorrebbero assomigliargli, in quelli che hanno altre ambizioni e ovviamente altri vizi, il sentimento prevalente, dal punto di vista umano, è solo il profondo fastidio di essere costretti a occuparsi di lui: con tutto quello che avremmo da fare, di bello e di appassionante, nella vita.

Torna alle altre news >>