Il concetto di privacy è davvero molto relativo. Quotidiani e settimanali pubblicano le immagini, rubate con un teleobiettivo, della signora Veronica ex Berlusconi in vacanza con il nipotino. Non risulta che alcuno ne abbia chiesto il sequestro, o abbia gridato allo scandalo. Eppure quelle foto, tecnicamente e "moralmente", sono omologhe a quelle di villa Certosa, del mitico Topolanek desnudo e delle fanciulle in fiore radunate dal signor B. in quella Coverciano delle under 21 che è la sua residenza sarda: ritraggono due persone pubbliche nella loro intimità. E il fatto che quelle di lei siano foto intime ma innocenti, e quelle di lui immagini intime ma poco consone a una riunione di capi di governo, rende semmai meno necessario pubblicare le prime, e meno evitabile pubblicare le seconde. Evidentemente l’ex signora B. non dispone di un Ghedini che la difenda nella sua doppia veste di avvocatoe deputato (avvotato? deputato?), né della muta di quotidiani che tirano la slitta del padrone d’Italia come le renne di Santa Claus. La privacy dell’ex signora B. è un sottile velario che ogni refolo di curiosità basta a sollevare, quella del signor B. è affare di Stato. Per non dire dell’affare di Topolanek.

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