Raggiungere la soglia del 40 per cento sarebbe, secondo molti osservatori, l’obiettivo di Berlusconi alle europee. Anche se in questo paese le parole volano senza lasciare traccia, ricordo bene che lo stesso B. - al battesimo del nuovo partito - parlò del 50 per cento come un ovvio bottino elettorale. Pochi mesi prima aveva raccolto (parola sua) "dieci milioni di firme nei gazebo". Nei suoi sondaggi, gli italiani a lui favorevoli sarebbero il 70 per cento. Più in generale, ama definire "gli italiani" e "il popolo italiano" tout court come sua affezionatissima base politica: e siamo al 100 per cento. C’è grossa confusione, come direbbe Quelo (Corrado Guzzanti). Il 40 non è il 50 che non è il 70 che non è "gli italiani". Se un centometrista dichiarasse che correi cento metri in dieci secondi, ma a volte in diciotto, a volte in sei e a volte in motocicletta, gli si chiederebbe di rivedere urgentemente il suo rapporto con la matematica e anche con i regolamenti. Mettiamola così: Berlusconi, insieme ai suoi alleati di An, vincerà certamente le elezioni europee con una maggioranza relativa intorno al 40 per cento, punto più punto meno. Il rimanente 60 per cento farà la cortesia di non disturbare i festeggiamenti.

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