Per la serie "non ci posso credere", giunge notizia della nascita di un ulteriore partitino comunistino, fresco fresco, fondato da Marco Rizzo. Si chiama "Comunisti-sinistra popolare" e confligge gagliardamente con gli altri tre o quattro già languenti. In programma "riunioni territoriali da luglio a settembre", non si sa se en plein air o in loculi carpiti nei furibondi frazionamenti di quel che resta delle sedi del fu Pci, oggi spesso gestite in multiproprietà da eredi che si odiano e si insultano come nelle famiglie contadine di una volta quando moriva il patriarca.
Esprimere rincrescimento, o contrizione, per questa faida secolare che a suo tempo riempì i libri di storia, e oggi stenta a riempire un volantino, è inutile e probabilmente anche sbagliato. L´impressione, infatti, è che i suoi protagonisti si divertano un mondo, e trovino in questo accanito smembrarsi una vera e propria ragione di vita. La scissione, oltre che per la fisica nucleare, è una missione anche per la sinistra. I bene informati dicono che Rizzo stia studiando la maniera di scindersi egli stesso. Trascurato dalla storia, sarà ricordato tra i grandi della scienza.

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