Abbastanza impressionante la rassegna stampa dei quotidiani italiani di ieri. Con poche eccezioni (tra le quali questo giornale), il gioco era pubblicare le fotografie del G8 più favorevoli alla propria parrocchia. Prime pagine governative con struggenti immagini di Obama e "Silvio", come lo chiamano loro, in confidente promiscuità. Prime pagine di sinistra con il nostro che arranca per rubare l’inquadratura al presidente Usa. Titoli di destra sul trionfo umano, politico, storico e forse anche erotico di "Silvio". Titoli di sinistra sul patetico naufragio di un ometto in disgrazia. Del resto, basta frugare nel mazzo e la foto giusta si trova. Una volta era "il Borghese", rivista della destra contundente, che si divertiva da pazzi a pubblicare il democristiano che si scaccola, o la comunista racchia e spettinata. Prodromi del giornalismo da trivio che sarebbe esploso di lì a poco. A destra c’è, in questo senso, una gloriosa tradizione. Ma il giochino, nel frattempo, purtroppo è diventato bipolare. Per dire che "Silvio" è un grande eroe, oppure che è un piccolo pirla, in nove casi su dieci non serve neanche spremersi il cervello e trarne qualche stilla. Basta montare con qualche sagacia una foto furba e un titolo scemo: sono fatti l’una per l’altro.

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