In un locale parigino ha luogo il primo "puttan party all’italiana", con la D’Addario guest star e dedica, non si sa quanto canzonatoria e quanto celebrativa, "a Silvio". Vengono in mente i gadget sulla mafia, e tutta la dubbia allegria che circonda l’italianità deteriore. I lettori dei quotidiani di destra e gli ascoltatori di quasi tutti i telegiornali non lo verranno mai a sapere, ma il mondo sghignazza, e parecchio, sulle festicciole del nostro premier. Al pregiudizio antitaliano non pare vero trovare conferme così autorevoli della fanfaronaggine sessuale del maschio tricolore, cose da film con Buzzanca però trasferite nelle stanze delle istituzioni. Con dettagli che gli sceneggiatori di Buzzanca, per quanto scafati, nemmeno potevano intuire, perché ricambiare la disponibilità di una signorina con la promessa di un seggio europeo, o di qualunque altra carica politica, è cosa che strabilia perfino i più incalliti detrattori del signor B. Nonostante la progressiva abitudine al peggio, ogni volta che ci pensiamo ci viene male e ci viene rabbia, perché italiani anche noi e non disponibili a subire quel cliché umiliante. Ma non possiamo certo biasimare gli stranieri, che non essendo coinvolti possono tranquillamente scegliere, tra il tragico e il ridicolo, il ridicolo.

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