Ancora una volta non è lo sguardo livido e vendicativo del Capo a impressionare, ma lo zelo compatto dei suoi pretoriani. L’incredibile Capezzone, ieri, apparentava le storie di Boffo e di Berlusconi avvalorando la tesi che di scandalo perisce chi di scandalo ferisce. Ci insegnavano alle elementari che pere e mele non si possono sommare, ma forse era per via dell’egemonia culturale comunista.
Capezzone non solo le somma, facendoci credere che la vita privata di un giornalista possa avere lo stesso peso pubblico della vita privata di Cesare.
Ma finge di non sapere che non le abitudini sessuali del suo Capo, ma lo smercio di candidature in cambio di sesso è lo scandalo (tutto politico) che ha infangato il signor B. Avere fatto senatrici le sue cavalle, questo e non altro è il capo di imputazione e di quello si deve discutere. La propaganda di B cerca di occultare proprio questo, defalcando uno scandalo di potere a storielle di letto, e osa tirare in ballo il linciaggio di Boffo come ‟risposta” inevitabilmente bassa a un colpo basso. Peccato che sia una palla, e per quante volte Capezzone, puntuale come il cucù, sbuca dai tg per ripeterla, noi gli risponderemo: è una palla! Fino alla fine dei tempi.

Torna alle altre news >>