Basaglia come patrimonio UNESCO? La figlia dice no! Infatti, a quasi cinquant'anni dalla riforma da lui promossa per la chiusura dei manicomi, il dibattito è tutt'altro che concluso.
Quando si parla di salute mentale in Italia, il nome di Franco Basaglia continua a rappresentare uno spartiacque. Lo psichiatra veneziano non ha soltanto promosso la chiusura dei manicomi con la Legge 180 del 1978: ha cambiato il modo stesso di guardare alla sofferenza psichica, spostando l'attenzione dalla malattia alla persona.
La sua è stata una rivoluzione culturale prima ancora che sanitaria. In un'epoca in cui gli ospedali psichiatrici erano luoghi di esclusione e segregazione, Basaglia sostenne che nessuna diagnosi potesse cancellare i diritti, la dignità e la storia individuale di chi soffriva di un disturbo mentale.
A quasi cinquant'anni dalla riforma, il dibattito è tutt'altro che concluso. La crescita del disagio psicologico, soprattutto tra i più giovani, la carenza di servizi territoriali e le profonde differenze tra le regioni italiane riportano al centro interrogativi che Basaglia aveva già posto negli anni Sessanta: che cosa significa davvero prendersi cura? È sufficiente una diagnosi? Quale ruolo hanno la comunità, le relazioni e i diritti nel percorso terapeutico?
Per approfondire, le storie e il pensiero di grandi filosofi, psicologi e psichiatri che si sono interrogati in questi anni sul modello di riforma di Franco Basaglia.
Le nuvole di Picasso di Alberta Basaglia
I bambini, solo conoscendo il senso delle cose, riescono a spiegarsele. E per capire chiedono, instancabili, sempre. Quando si regge lo stillicidio dei loro perché e ci si sforza di dargli le risposte che meritano, si arriva sempre al cuore delle questioni. La voglia di racc…
Eugenio Borgna
Eugenio Borgna è stato primario emerito di Psichiatria dell’Ospedale Maggiore di Novara e libero docente in Clinica delle malattie nervose e mentali presso l’Università di Milano. Con Feltrinelli ha pubblicato: I …