Se John le Carré ha raccontato la Guerra fredda e l'età delle grandi ideologie, Mick Herron ha dato forma alla spy fiction del XXI secolo. Nel suo mondo non ci sono agenti impeccabili né missioni glamour: ci sono funzionari dimenticati, errori professionali, carriere deragliate e una burocrazia che spesso si rivela più pericolosa dei nemici da combattere. Eppure proprio da questa galleria di emarginati nascono alcune delle storie di spionaggio più avvincenti degli ultimi anni.
Con Joe Country, sesto capitolo della serie “Le indagini di Jackson Lamb”, Mick Herron riporta i lettori nella “Casa del pantano”, la sede londinese dove vengono relegati gli agenti dell'MI5 caduti in disgrazia. I Brocchi di Jackson Lamb continuano a fare i conti con fantasmi personali e ferite mai rimarginate: Catherine Standish lotta ancora con le sue dipendenze, Louisa Guy non riesce a lasciarsi alle spalle un amore finito male e il nuovo arrivato Lech Wicinski è deciso a scoprire chi ha distrutto la sua carriera, qualunque sia il prezzo da pagare.
Quando riemerge il responsabile della morte di uno dei membri della squadra, Lamb e i suoi sono costretti a tornare in azione. È il momento di entrare in Joe Country, il territorio delle spie, dove i confini tra verità e menzogna si fanno sempre più sfumati e dove non tutti sono destinati a fare ritorno. Considerato da molti critici uno dei migliori romanzi della serie, il libro unisce tensione, ironia e profondità psicologica, confermando la capacità di Herron di rinnovare continuamente i codici del genere.
Il successo dei romanzi ha trovato una seconda vita sullo schermo grazie a Slow Horses, la serie Apple TV+ tratta dalla saga di Slough House. Al centro della storia c'è River Cartwright, giovane agente dell'MI5 spedito in esilio dopo un clamoroso errore professionale. Il suo approdo alla squadra guidata da Jackson Lamb apre le porte a un universo popolato da spie fallite, emarginate o semplicemente scomode per i vertici dell'intelligence britannica.
A rendere la serie un fenomeno internazionale è innanzitutto la straordinaria interpretazione di Gary Oldman nei panni di Jackson Lamb. Lontanissimo dagli eroi tradizionali dello spionaggio, Lamb è trasandato, scorbutico, spesso offensivo, ma dotato di un intuito fuori dal comune. È un personaggio che ribalta ogni cliché del genere e che, proprio per questo, è diventato una delle figure più memorabili della televisione degli ultimi anni.
Ma il successo di Slow Horses va oltre il carisma del suo protagonista. Come nei romanzi, la serie riesce a mescolare suspense, humor nero e critica sociale, raccontando un mondo in cui le minacce esterne contano quanto le rivalità interne, le ambizioni personali e gli errori del sistema. Lo spionaggio non è rappresentato come un universo glamour, ma come una macchina complessa e spesso disfunzionale, popolata da individui imperfetti che cercano di riscattarsi.
Joe Country di Mick Herron
Alla Casa del pantano – la discarica dei servizi segreti inglesi, dove vengono esiliati gli agenti caduti in disgrazia – i ricordi tornano a galla, e non sono piacevoli. I Brocchi di Jackson Lamb scalpitano: Catherine Standish è di nuovo in lotta con la bottiglia, Louisa Guy non ri…
Mick Herron
Mick Herron è nato a Newcastle upon Tyne e ha studiato a Oxford, dove vive.Con la serie bestseller “Le indagini di Jackson Lamb”, 4 milioni di copie vendute in Inghilterra …