Il candidato democratico delinea il suo piano per uscire dalla depressione: posti di lavoro, aiuti a famiglie e imprese per rilanciare l'economia reale.
Guardate Barack Obama e vedrete un uomo a cavallo. Cavalca l’onda della fine di un’epoca storica, il dominio della destra ultraliberista, moralista e antistatalista che si alzò in California 40 anni or sono
L’angoscia che da giorni viviamo al risveglio e che ci manda a letto con l’incubo di alzarci senza futuro, senza casa e senza risparmi, non è la fine del mondo. E’al contrario il travaglio per partorirne uno nuovo
John McCain ha fatto del suo meglio, ma la catastrofe finanziaria ha reso inutili tutti i suoi sforzi: secondo gli ultimi sondaggi, Obama è largamente in vantaggio in numerosi stati tadizionalmente repubblicani
Nel solo dibattito reale che conta e che deciderà le elezioni, quello fra l’America e la propria economia, il risultato è ormai chiaro: l’America sta perdendo.
Era gennaio, la strada ancora lunga. In una palestra del North Carolina, ascoltai la Voce intonare il salmo: "Questa sera una luce scenderà dall’alto per illuminarvi, conoscerete un’epifania e voi vi scoprirete a dire: Devo votare per Obama’".
Se tutti i complotti contro di lui sono come quello svelato l'altro giorno, Obama può dormire sonni tranquilli. Due balordi di 18 e 20 anni, provenienti da due sperduti paesetti rurali del sud razzista, trovati in possesso di due schioppi a canne mozze
L’ombra che da sempre oscura il "sogno" di Barack Obama e che lo accompagnerà per sempre, per ogni minuto della sua presidenza se dovesse raggiungerla, riappare in un documento giudiziario in Tennessee, con il volto di due neonati bianchi
Ottima la settimana scorsa per Barack Obama. Nel dibattito di mercoledì notte, tutti i sondaggi l'hanno dato per vincente. Sabato il suo stato maggiore ha annunciato per settembre una raccolta record di fondi
‟Per i diritti civili degli immigrati, l'Arizona è oggi quello che il Mississippi era negli anni '60 per i neri”: è lo stato in cui vige un clima di intimidazione e terrore che sconfina in un vero e proprio razzismo verso i ‟latinos”.
Nell'aria secca del crepuscolo, sul portabagli di molte auto risalta lo sticker della radio cattolica, su alcune il santino di Benedetto XVI. Una volontaria repubblicana mi sussurra eccitata: ‟Arriva la star!. È lui, quant'è bello!”
L’Arizona è lo stato di cui è senatore McCain: ma il candidato repubblicano qui non è popolare. Così i democratici sperano. E contano sul voto dei ‟latinos”, conservatori nei valori ma tartassati dalla crisi economica e dal razzismo strisciante.
Un vago senso di vertigine, e qualche conato di nausea, assale chi tenta di seguire minuto per minuto gli ondivaghi sondaggi elettorali americani a 72 ore dal voto. Anche escludendo i risultati più stravaganti
Madison è una cittadina progressista, dove gli abitanti sono di origini scandinave e si respira un'aria da socialdemocrazia nordica. La sinistra locale si prepara a fare festa e a esigere dal candidato afro-americano il rispetto delle promesse fatte.
C’è un buco nero nel cuore del disastro finanziario globale, una voragine sulla quale tutti ci affacciamo, scavata dal fallimento di una presidenza che non riesce neppure più a compattare il proprio partito per passare una legge disperata.
‟Il suo istinto fondamentale è il moderatismo, il bipartitismo, il centrismo”. Parla il giornalista di ‟The Nation”, Alexander Cockburn, che non trova nessuna ragione per votare a favore di Barack, ma solo motivi per votare contro McCain-Palin.
Tra maree di messi dorate scarmigliate dal vento e vecchi ferrovieri contorti dall’artrosi e senza assicurazione, il romanzo verità della campagna elettorale dell’uomo che ha entusiasmato e terrorizzato l’America arriva al finale
Fu alle ore 9.05 dell’11 settembre 2001 che la presidenza, la vita, il futuro di un uomo fortunato di 55 anni chiamato George Walker Bush furono inchiodate alla realtà, come una farfalla a uno spillo
Alcune notizie sulla vita politica di questo paese hanno, al meglio, la forma del paradosso, al peggio quella della pazzia. Come se non una, ma molte rotelle fossero fuori uso, e pensieri scarrucolati circolassero indisturbati
La cosa più interessante, e più bella, che potrebbe scaturire dal nuovo movimento degli studenti è che la sua crescita provochi un vero, fertile cortocircuito culturale con il mondo degli adulti