Nato nel 1937 a Sondrio, Gianni Celati è morto a Brighton nella notte tra il 2 e il 3 gennaio, all’età di 84 anni. Scrittore, traduttore, critico letterario e documentarista, nel 1971 pubblica il suo primo romanzo, Comiche, con una nota di Italo Calvino. La sua è stata una delle voci più rappresentative dei fermenti culturali che hanno attraversato la società italiana dagli anni Settanta in poi.

Tra le sue opere più note edite da Feltrinelli: “Narratori delle pianure” (1985, premi Cinque Scole e Grinzane Cavour), la trilogia “Parlamenti buffi” (1989, premio Mondello 1990), “La banda dei sospiri. Romanzo d’infanzia” (1976), “Lunario del paradiso” (1978), “Avventure in Africa” (1998, premio Comisso), “Fata Morgana” (2005, premi Flaiano e Napoli), “Vite di pascolanti” (2006, premio Viareggio), “Bambini pendolari che si sono perduti” (2011), “Recita dell’attore Vecchiatto” (2013).

Celati ha inoltre curato per Feltrinelli la traduzione di numerose opere dall’inglese come “Bartleby lo scrivano” di Melville (1991), “La Certosa di Parma” di Stendhal (1993), “I viaggi di Gulliver” di Swift (1997).

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