Podcast: “Le stanze del male” di Piergiorgio Pulixi
La serie: Piergiorgio Pulixi, autore di romanzi noir, indaga le diverse sfaccettature del male attraverso le parole di chi, per destino o per mestiere, deve farci i conti tutti i...
“Sopportano tutto, la fame, il freddo, le botte, per una cosa soltanto, per la libertà.”
Il periodo natalizio è stato fonte di ispirazione per autrici e autori diversi per lingua, retroterra culturale e credo poetico. Nelle mani di Dostoevskij, però, questo elemento narrativo diventa il pretesto per esplorare alcuni dei punti di rottura della società. È il caso dei racconti che coinvolgono Julian Mastakovič, alto burocrate temuto e rispettato per la sua ricchezza, che in virtù della sua posizione si diverte a decidere del destino altrui, anche quando si tratta di rovinare i sogni di una ragazzina, o di gettare nello sconforto un giovane innamorato per una piccola inadempienza. Julian Mastakovič non è che il capostipite di tutta una serie di uomini meschini e corrotti che Dostoevskij metterà in scena nelle sue opere, figure attraverso le quali l’autore può sondare il male di un sistema in cui il tradimento dell’innocenza è una regola sociale. Perché è dell’innocenza dei bambini che si parla in queste pagine. Bambini che si vedono negare il calore di un camino nei giorni di festa, costretti a mendicare per le strade nella speranza di ricevere qualche spicciolo con il quale ingannare la fame e il freddo dell’inverno. Per loro Dostoevskij immagina un albero di Natale speciale, attorno a cui le loro anime possano riunirsi per provare, almeno una volta, le gioie che non hanno conosciuto in vita.
Una raccolta dove la miseria delle masse è resa tanto più evidente dalla felicità destinata a pochi. Una riflessione appassionata sulla pietà che muove gli uomini sulla terra.
Fëdor Dostoevskij (Mosca, 1821 - San Pietroburgo, 1881) è uno dei cardini della letteratura e del pensiero ottocenteschi, portavoce di uno scavo psicologico lucido e infuocato che ha contagiato profondamente …