Beppe Sebaste: Chiedo scusa se parlo di povertà
Ho nella testa il brano di una lettera che il poeta Dylan Thomas scrisse a un amico, forse il suo editore. Alla fine si scusa di non poter affrancare la lettera («non ho più un penny»).
Odiato, amato, incompreso, sottovalutato, ridotto al rango di luogo comune, il capolavoro di Tomasi di Lampedusa ha nel corso degli anni sgretolato ogni riserva o malvolenza.