Il caponegoziatore Ali Larijani, da cui tutti si aspettano un segnale di chiarezza nel turbine diplomatico sul programma nucleare iraniano, è oggi a Roma per incontrare il presidente del Consiglio Prodi. L´atteso meeting con Solana è stato rinviato a sabato.
Il regime degli ayatollah non ha fretta. È imbaldanzito da una combinazione di fattori che ritiene imbattibili: il primo è il ferreo convincimento di essere dalla parte della ragione, per il fatto che l´Iran è firmatario del Trattato di non proliferazione (il quale consente agli Stati membri l´accesso al ciclo completo della tecnologia nucleare sotto il controllo dell´Aiea).
Il presidente Ahmadinejad è riuscito a convincere di questo diritto la gran parte degli iraniani, anche quelli che non l´hanno in simpatia. Gli iraniani sono capaci di farsi impiccare pur di non dar ragione all´avversario quando ritengono di essere nel giusto, dice la gente a Teheran. Il secondo fattore è la persuasione che, nelle rovine del Nuovo Ordine Mondiale immaginato da Bush, loro emergono come i vincitori. Il terzo è il prezzo del petrolio. Se tutto questo fosse accaduto nel 2002, il petrolio costava 25 dollari al barile, i calcoli iraniani sarebbero stati diversi, dice Karim Sajadpur, esperto dell´International Crisis Group. Infine è cresciuta la diffidenza nei confronti dell´Occidente, dopo che per quasi tre anni Teheran aveva sospeso l´arricchimento dell´uranio in attesa di concludere il negoziato con gli europei, al quale si sperava che anche gli Stati Uniti avrebbero preso parte, abbandonando i propositi di rovesciare il regime teocratico. Ahmadinejad ribadisce continuamente che nei tre anni di sospensione gli iraniani sono stati turlupinati. E ha cercato da allora il più in fretta possibile di arricchire l´uranio, spesso annunciando che il programma era più avanti di quanto realmente non fosse.
Oggi sul tavolo c´è un pacchetto di incentivi che richiede all´Iran di sospendere l´arricchimento dell´uranio prima del negoziato. Ma Larijani porterà con sé, dicono analisti riformatori a Teheran, un solo messaggio: la sospensione non può essere una precondizione ma un risultato dei negoziati. Ahmadinejad insiste anche che il dossier sia tolto dal Consiglio di Sicurezza e torni «al suo posto», cioè all´Aiea.
A lungo si è creduto che Larijani, molto vicino al Leader supremo Khamenei (a lui spetta l´ultima parola sul nucleare), fosse su posizioni più disponibili al compromesso. Ma diversi segnali fanno capire che Khamenei si è schierato dalla parte di Ahmadinejad e l´autonomia negoziale di Larijani è perciò ridotta. Khamenei si sarebbe convinto a sostenere Ahmadinejad perché calcola che le sanzioni non ci saranno. Troppo gravi potrebbero essere le ricadute sugli Stati industrializzati, troppo importanti sono i legami commerciali e industriali con Russia e Cina, che hanno potere di veto al Consiglio di Sicurezza.
La sola soluzione possibile, secondo gli stessi analisti, è che Stati Uniti e Iran mettano da parte la riluttanza al negoziato diretto e partecipino a un negoziato multilaterale senza pregiudiziali. Sarebbe la sola misura per creare la fiducia, dicono. È un parere che comincia ad essere condiviso anche negli Stati Uniti. Perfino durante la Guerra fredda, ha osservato David Ignatius sul Washington Post, tra Usa e Urss c´era una hot line che permetteva di evitare macroscopici errori di calcolo.
Vanna Vannuccini

Vanna Vannuccini

Vanna Vannuccini è inviata de “la Repubblica”, di cui è stata corrispondente dalla Germania negli anni della caduta del Muro. Ha seguito le Guerre balcaniche, lavorato in diversi paesi e, dal 1997, soprattutto in Iran. Nel 1973 era stata una delle fondatrici di “Effe”, il primo giornale femminista italiano. Tra i suoi libri Quarant’anni in faccia (Rizzoli, 1982), Piccolo viaggio nell’anima tedesca (con Francesca Predazzi, 2004; nuova edizione in Ue: 2014), Rosa è il colore della Persia. Il sogno perduto di una democrazia islamica (Feltrinelli, 2006), Al di qua del muro. Berlino 1989 (Feltrinelli, 2010), L’amore a settant’anni (Feltrinelli, 2012) e Suonare il rock a Teheran (con Benedetta Gentile; Feltrinelli Kids, 2014).

Vai alla scheda >>

Torna alle altre news >>