i può anche capire che i diesse, nella delicata fase di costruzione del partito democratico, cerchino di non urtare i nervi della componente cattolica della Margherita. Il problema è che, nel farlo, urtano i nervi di molti (anzi: moltissimi) loro elettori laici, che davvero non se la sentono di ingoiare, tra le tante altre cose, anche la rottamazione dei Dico. Si dice che questo è un paese cattolico e conservatore, ma è esattamente per questa ragione che i laici cercano disperatamente un tetto che li protegga, almeno in parte, dalla grandinata clericale che minaccia di separarci definitivamente dall' Europa dei diritti. Siamo in molti (anzi: moltissimi) a chiederci dove diavolo andremo a ripararci. Al momento - schematizzando - pare che la scelta dovrà essere se coabitare con chi festeggia il compleanno di Padre Pio oppure con chi festeggia il compleanno di Fidel Castro. O confluire con la Binetti o confederarsi con Diliberto. Oppure, terza possibilità, ritrovarsi in un partitello di pura testimonianza laica, dopo avere trascorso gli ultimi anni della nostra vita a maledire i partitelli di pura testimonianza. Ce lo siamo meritato? Evidentemente sì.

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