Londra - "Hanno catturato Saddam e per prima cosa gli hanno tagliato la barba, sacro simbolo della fede per ogni musulmano: la dimostrazione più chiara, se qualcuno ancora ne dubitava, che siamo di fronte a una crociata contro l´Islam". Omar Mohammed Bakri, l´imam considerato un portavoce "ufficioso" di Osama Bin Laden e uno dei dirigenti islamici più vicini ad Al Qaeda in Occidente, non ha dubbi: la cattura del raìs iracheno è stata una sofisticata operazione di propaganda americana per "umiliare" i seguaci di Allah. "Ma in realtà, in questo modo, gli Usa e i loro alleati hanno fatto un piacere ai muhajeddin", dice a Repubblica lo sceicco siriano dal quartier generale del movimento integralista islamico che fondò quando si è trasferito in Inghilterra, nel 1985.
Perché un piacere?
"Perché adesso tutto il mondo capirà che la resistenza all´occupazione dell´Iraq non ha niente a che fare con Saddam Hussein. Gli attacchi contro le forze americane, inglesi e italiane, infatti, continueranno e anzi aumenteranno di intensità. I muhajeddin, i combattenti islamici, non lottavano e non lottano per Saddam, bensì per liberare la terra dei musulmani dagli infedeli".
Cosa pensa della cattura di Saddam?
"Prima lo hanno fatto vedere con la barba, poi senza. Tagliandogliela, hanno voluto umiliare lui e tutto l´Islam. Solo i crociati facevano queste cose".
Ma Saddam era un laico, non portava certo la barba per rendere omaggio al Profeta, quanto per non farsi riconoscere.
"Non ha importanza. Il simbolismo del gesto rimane. E il fatto che lo abbiano filmato lo conferma. Del resto è stata tutta una messa in scena. I mujaheddin hanno appreso che Saddam non è stato preso domenica, ma dodici giorni fa. E non lo hanno scoperto in quel buco sotto terra, ma da un´altra parte. Il buco è il luogo dove lo hanno portato, per torturarlo, per sottoporlo a formidabili pressioni fisiche e psicologiche affinché rivelasse quello che gli americani vogliono da lui".
Cosa succederà adesso in Iraq?
"Quel filmato di Saddam otterrà l´effetto opposto, anziché metterci in ginocchio susciterà un´ondata di rabbia in tutti i musulmani. La resistenza crescerà. Ha già raggiunto la media di 42 attacchi al giorno. Ce ne saranno ancora di più. E non solo in Iraq. Come Al Qaeda ha annunciato, entro la fine dell´anno vedrete grandi operazioni di rappresaglia in tutto il mondo".
Cosa vuole oggi Al Qaeda?
"Vuole liberare l´Iraq e non solo l´Iraq dalla presenza degli invasori stranieri, degli infedeli: dovranno andarsene anche dal Kuwait, dall´Arabia Saudita, dall´Egitto, dalla Turchia. Da tutte le terre dei musulmani".
Ci sono musulmani anche in Europa, anche in Italia. Dove finiscono, esattamente, queste vostre terre?
"Le nostre terre sono le terre dell´Impero Ottomano, le terre del mondo arabo com´era nel 1924".
Allora l´Italia può stare tranquilla?
"I musulmani che vivono in Italia hanno l´obbligo di non attaccare cittadini o obiettivi italiani. E lo stesso divieto vale per i musulmani che vivono in Gran Bretagna nei confronti degli inglesi. Ma il suo paese e gli altri alleati dell´America sono lo stesso nel mirino: verranno attaccati da altri musulmani, da militanti islamici che non risiedono in Italia".
Ma perché?
"Perché l´Italia ha attaccato l´Islam nella nostra terra, e l´Islam risponderà".
Non teme di essere incriminato, arrestato, espulso, per le cose che dice?
"Se la Gran Bretagna vuole espellermi, faccia pure. Ma perseguitando un uomo per le sue idee, Blair dimostrerà che questo paese non è una democrazia, e che lui non è migliore di Saddam Hussein".
Bin Laden farà la fine di Saddam?
"Non sapremo mai quale è stata la vera "fine" di Saddam. Ma una cosa è certa: Osama non lo prenderanno, Osama non finirà così."
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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