L'hanno descritta come "l'anello mancante nella più scandalosa corrispondenza erotica della letteratura moderna" e "l'equivalente del sesso telefonico all'inizio del ventesimo secolo". Ora si può aggiungere una terza definizione: la lettera più pagata di tutti i tempi. Questa settimana, a Londra, il martello di Sotheby's ha aggiudicato a un anonimo acquirente una missiva scritta da James Joyce alla moglie Nora per la cifra record di 240 mila sterline, circa 365 mila euro. La celebre casa d'aste aveva attributo al "lotto numero 201" di una vendita di manoscritti del grande scrittore un prezzo di partenza assai più basso, 50-60 mila sterline; ma l'interesse tra le quattrocento persone presenti in sala e il pubblico che inviava offerte per telefono ha superato ogni aspettativa. Considerato che si tratta di appena tre paginette vergate a mano, chi se ne è impossessato ha pagato per ogni parola molto più di colui che mezz'ora più tardi ha acquistato una copia della prima edizione de l'Ulisse, regalata da Joyce al fratello Stanislaus, con dedica dell'autore. La corrispondenza "erotica" risale al periodo in cui Joyce e la moglie furono separati: lui a Dublino, lei a Trieste, dove era rimasta insieme ai due figli della coppia. Nora gli scriveva, sostengono i biografi, per "tenerlo lontano dalle prostitute"; lui riversava sulla moglie la passione sessuale che avrebbe poi trasferito sulle pagine di Ulisse nel personaggio, ispirato a Nora, di Molly Bloom. Ma dalla fitta corrispondenza mancava un tassello: la lettera datata primo dicembre 1909, una risposta di Joyce a precedenti "seduzioni" di Nora. Era rimasta infilata dentro un libro nella biblioteca di Stanislaus Joyce, è stata ritrovata recentemente e così è finita all'asta, probabilmente per volere dei discendenti di Stanislaus, la cui vedova, Nelly Joyce, aveva venduto gran parte della corrispondenza alla Cornell University nel 1957. L'operazione ha tuttavia suscitato le proteste degli eredi legali di Joyce, il nipote Stephen e la moglie Solange, che hanno minacciato di fare causa e costretto Sotheby a rivelare soltanto qualche frase della lettera. Il misterioso acquirente, non si sa se un collezionista privato o un museo, dovrà osservare analoghe restrizioni e non potrà mostrarne il contenuto in pubblico. "Siamo dispiaciuti, e lo sarebbe anche Joyce", afferma Solange. "Queste sono lettere private, e tali dovrebbero restare. Quello che Joyce voleva rendere di dominio pubblico erano i suoi romanzi e racconti. Tutto il resto non deve venire divulgato. E secondo la legge siamo noi ad avere il copyright su qualunque cosa abbia scritto, fosse anche una lista della spesa".
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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