La prossima volta che rimanete bloccati nel traffico, non protestate e piuttosto guardatevi attorno: potrebbe essere l'incontro, anzi l'ingorgo, della vostra vita. Dalla Gran Bretagna giunge la notizia che milioni di automobilisti approfittano di semafori rossi e intasamenti stradali per pigiare l'acceleratore dell'amore, ed è presumibile che lo stesso avvenga in altri paesi. Quasi metà degli inglesi al volante di entrambi i sessi ammettono di flirtare con i conducenti di altre vetture quando sono "on the road", sulla strada, rivela un sondaggio diffuso ieri dalla ‟Vauxhall”, una delle storiche case produttrici d'auto britanniche e tutt'oggi, come parte del gruppo ‟General Motors”, la seconda marca più venduta nel Regno Unito. La ricerca indica che ogni giorno due milioni di automobilisti provano a conquistare un guidatore del sesso opposto ai semafori o negli ingorghi, che almeno un milione arriva a scambiarsi il numero di telefono e che circa 500 mila finiscono a letto insieme (anche se non necessariamente al motel all'angolo). Ben 150 mila, infine, si sposano come conseguenza di quel flirt iniziale dal finestrino della macchina. Naturalmente, trattandosi di uno studio commissionato da un produttore di automobili, per di più in occasione del lancio della Tigra coupé, definita dalla Vauxhall "l'auto sexy per eccellenza", è lecito dubitare di cifre simili. Ma che amore e sesso abbiano una predilezione per le quattro ruote era noto da un pezzo, come conferma tra l'altro l'abitudine dei pubblicitari e del cinema di sfruttare le brevi soste al volante (al semaforo, a un ingorgo, in un parcheggio) per allestire romantici rendez-vous. Il sondaggio in questione cita il parere della psicologa Tracey Cox, secondo cui il fenomeno ha una certa logica. "Flirtare in auto ha alcuni evidenti vantaggi", dice l'esperta. "Primo: uno è intrappolato, prigioniero del proprio abitacolo, tenuto fermo da centinaia di altre auto o dal colore rosso del semaforo, per cui non c'è pericolo che se ne scappi via all'improvviso. Secondo: alla guida si è o si dovrebbe essere sobri, per cui non c'è il rischio che l'alcol alteri le parole o i comportamenti, se fai il carino con l'automobilista al tuo fianco è segno che ti interessa davvero. Terzo: se vieni respinto, l'umiliazione è allievata dal fatto che entro qualche minuto o secondo sparirai a tutto gas e non dovrai dare spiegazioni". La ricerca comprende una specie di "decalogo del flirt on the road": si dovrebbe cominciare con un sorriso, quindi bisogna contare le occhiate (più di tre segnalano che hai fatto colpo) e la durata delle medesime, giocare a nascondino sullo specchietto retrovisore, attirare l'attenzione con movimenti continui, prendere una decisione in fretta, far capire che ci stai, toccarsi il collo (un segnale erotico), scambiare numero di telefono e filarsela via per lasciare la voglia di un altro, più prolungato incontro (preferibilmente fuori dall'auto). Avere l'auto giusta è un vantaggio: una decapottabile è la vettura "più sexy" per il 58 per cento degli interpellati, perché è "un auto in topless" e perché si vede meglio come è fatto (o fatta) chi la guida.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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