‟Che ne direbbe di invitare a soffiare sulle candeline un altro leader ottantenne e longevo, Fidel Castro?”, ha chiesto a bruciapelo uno dei volti più noti della Bbc alla regina Elisabetta, andata ieri a fare una visita di cortesia all’emittente pubblica nazionale. ‟La mia idea non le è piaciuta”, s’è accontentato di riferire John Humprhys, senza rivelare l’esatto contenuto del colloquio con la sovrana. Ma la scherzosa gaffe non ha rovinato l’atmosfera della festa. Stamane, nel giorno in cui compie ottant’anni, cinquantatre dei quali trascorsi sul trono, Elisabetta II riceve infatti il regalo più desiderabile dai suoi sudditi: il 57 per cento dei cittadini britannici vogliono che continui a regnare fino alla morte, contro appena il 12 per cento secondo cui dovrebbe abdicare in favore del figlio Carlo e il 16 che preferirebbe un’abdicazione a favore del nipote William, primogenito del principe di Galles e della principessa Diana.
Il sondaggio rafforzerà le convinzioni di Sua Maestà: ‟Ha sempre pensato che il suo è un lavoro a vita, non ha alcuna intenzione di farsi da parte”, conferma sua cugina Margaret Rhodes. Dunque regnerà ancora a lungo, forse molto a lungo: sua madre Elisabetta è vissuta fino a 101 anni, lei rivela una salute invidiabile per un’ottuagenaria, come dimostra l’ora di cavalcata, a un trotto sostenuto, che ha fatto l’altro giorno nel parco del castello di Windsor, in groppa al destriero preferito.
Il compleanno sarà festeggiato in due tempi: quest’oggi, 21 aprile, sua data di nascita, in forma privata, con passeggiata e cena in famiglia a Windsor, la cittadina a sud di Londra eletta a sua nuova residenza permanente (d’ora in poi andrà a Buckingham Palace solo per gli impegni ufficiali); più formalmente in giugno, con parata militare, cerimonia religiosa nella cattedrale londinese di St. Paul e ‟garden party” con tremila bambini.
Il primo ministro Tony Blair le ha già mandato gli auguri a nome della nazione: ‟Per tutti questi anni la regina Elisabetta è stata una presenza rassicurante e unificatrice”, ha detto il primo ministro. ‟In un mondo che si è trasformato profondamente durante la sua vita, ella è stata un’incredibile fonte di costanza e di forza”. Quindi il premier e i suoi ministri hanno messo mano al portafoglio, facendo una colletta per comprarle un regalo, ha reso noto Downing street: senza specificare quanto abbia versato ciascuno.
Negli inserti e nei documentari dedicati al genetliaco da giornali e tivù britannici, l’opinione dominante è che Elisabetta II abbia interpretato con grazia, dignità e coraggio il suo ruolo di sovrana, senza commettere mai errori, con l’eccezione del suo ‟annus horribilis”, il ‘92, e dei seguenti: divorzio tra Carlo e Diana, scandali, tradimenti, fino alla tragica morte della principessa, di cui i britannici hanno a lungo assegnato la responsabilità ai Windsor e in particolare alla freddezza della regina nei confronti di lady Di. Elisabetta è stata perdonata, ma non necessariamente i suoi eredi: se il 68 per cento della popolazione resta favorevole alla monarchia, Carlo è amato soltanto dal 4 per cento e la sua seconda moglie, Camilla, dall’1.
Dio salvi la regina, insomma, ma è soprattutto dei successori che deve preoccuparsi.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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