Le Shetland, afferma qualsiasi atlante geografico, sono un arcipelago di circa cento isole situato 210 chilometri a Ovest della costa scozzese, appartenente alla Gran Bretagna. Da ieri qualcuno sostiene che sono novantanove. Stuart Hill, un pensionato inglese di 65 anni soprannominato "Captain Calamity" (Capitan Calamità), ha proclamato l’indipendenza di Forvik, la minuscola isoletta delle Shetland di cui è l’unico residente. Nella sua qualità di leader unico, carica che nessuno, a parte un paio di capre selvatiche, potrebbe contestargli, intende avviare la secessione dell’isola dal Regno Unito e - da buon euroscettico come la maggioranza dei suoi compatrioti - anche l’uscita dall’Unione Europea. Nei prossimi mesi si prepara a coniare una moneta propria, denominata "gulde", stampare propri francobolli e alzare una propria bandiera. Non pagherà più imposte al Paese della regina Elisabetta e forse spera di attirare altri residenti a fare altrettanto, facendo del suo territorio, grande poco più di un ettaro, una "dipendenza della Corona" come le isole anglo-normanne della Manica, ricchi paradisi fiscali e regni dell’investimento off-shore.
Per prima cosa, però, Capitan Calamità dovrà costruire almeno un edificio su Forvik. Attualmente, lui dorme dentro una tenda canadese, ma sta erigendo una baracca di 25 metri quadrati fatta di polietilene, legno laminato e tappeto erboso.
Non ci sono state reazioni da parte del Foreign Office britannico, che potrebbe non prenderlo sul serio. Ma Hill non scherza. Sostiene che l’appartenenza delle Shetland alla Gran Bretagna, sancita nel 1469 da un dono del re di Danimarca a re Giacomo III di Scozia, è frutto di un imbroglio di cui, studiando antichi testi, lui dice di avere scoperto le prove. La sua iniziativa mira a scuotere dal torpore anche il resto dei 22 mila abitanti delle Shetland, affinché l’intero arcipelago dichiari l’indipendenza.
‟La Scozia prima e il Regno Unito poi si sono appropriati di un territorio che non spetta loro, è ora di mettere fine a questa ingiustizia”, ha detto Capitan Calamità allo ‟Shetland News”, il settimanale delle isole. Il suo soprannome deriva da un’impresa: sette anni fa partì su una barca costruita da lui stesso per circumnavigare la Gran Bretagna, ma l’imbarcazione si capovolse e da allora Hill non si è più mosso.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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