‟Non è vero che tutto quello che viene dalla tradizione è buono”, dice Emma Bonino a proposito della messa al bando dell’infibulazione in Egitto. Parole sacrosante, eppure oggi così poco pronunciate da sembrare quasi audaci
Forse Gianni Alemanno, che per unanime riconoscimento è stato un buon ministro dell’Agricoltura, potrebbe spiegare a Silvio Berlusconi che il suo suggerimento di combattere la fame portando gli Ogm nei paesi poveri è semplicemente catastrofico
Restituita alla tribù che vive ancora nel mito del grande capo l’area delle cosiddette "Badlands" Era stata requisita durante la Seconda guerra mondiale per farne un poligono d’artiglieria.
Prima moglie del governatore dell'Arkansas, poi senatrice di New York e infine candidata alla nomination democratica. Hillary Clinton ha chiuso un nuovo ciclo della sua lunga ascesa politica, ma ha già posto le sue condizioni a Obama.
Ma le prostitute, i migranti, gli zingari, i senza dimora e i senza ruolo, con la loro scia di marginalità, di reati, di disperazione e di "pericolosità sociale", non sono sempre esistiti?
È sconsolante il tono di indignata sorpresa, o di stupito allarme, che ha accolto, sulla scena politica, la denuncia di Napolitano sul traffico di rifiuti tossici del Nord venduti alla camorra e buttati nelle discariche del Sud
Molto divertente e istruttivo ascoltare al giornale radio la diatriba tra i leghisti veneziani che osteggiano il nuovo insediamento Rom, costruito dal Comune, e gli zingari malvoluti, stanziali a Mestre da un paio di generazioni, tutti cittadini italiani
il blitz a Mestre di un gruppo di leghisti contro un villaggio per i sinti progettato dal Comune di Venezia è un piccolo caleidoscopio che fa vedere tutta l'infamia, tutta la vera, schifosa natura degli ‟imprenditori politici” della paura e del razzismo.
La gloriosa e decrepita barzelletta su Carlo Marx che dice "lavoratori di tutto il mondo, scusatemi", che ho udito per la prima volta al ginnasio (erano gli anni Sessanta), è stata ripetuta dal nostro capo del governo ai premier di mezzo mondo
Beh, almeno non si può dire che la situazione politica sia confusa. C’è un governo di destra in perfetta sintonia con Confindustria: in tandem invitano i sindacati a "non essere antagonisti", che è come dire al cane che non deve abbaiare
Ho sentito con le mie orecchie, al giornale radio, il neo ministro della Cultura Sandro Bondi presentare non so quale iniziativa con queste testuali parole: ‟è un fatto straordinario ed è merito dei ministri che mi hanno preceduto”.
I sondaggi rivelano che gli italiani sono contenti dell'uso dell'esercito in Campania, e più in generale del ritorno alle maniere forti per garantire l'autorevolezza dello Stato. Il governo sta approntando nuove misure, sempre più popolari
Nel giugno di novant’anni fa l’esercito italiano respingeva l’offensiva austro-tedesca sul Piave. I luoghi di uno scontro che costò decine di migliaia di morti e che ancora ne trattiene e tramanda i ricordi, i resti, le voci
È stato un freddo 2 giugno. Non solo per la pioggia. Era freddino il clima intorno al rito fondante della Repubblica, animato, si fa per dire, solo dalle battute di Berlusconi e dalla polemica sull'assenza dei ministri leghisti
Berlusconi è cambiato come cambiano i vincitori e come cambia la loro generosità strumentale. Addormentare meglio che uccidere. Drogare dolcemente meglio che seviziare
‟Tutto si realizza soltanto sul piano dei destini personali, delle relazioni private e non sa proiettarsi in una dimensione pubblica ”. La Napoli descritta da Schiavone sembra il brutale riassunto di ciò che stiamo per essere tutti noi italiani
La famosa "banalità del male" trova un fertile campo d’azione nella banalità del mercato, la cui morale rudimentale (è buono ciò che mi fa guadagnare, cattivo ciò che mi fa perdere) è in sé stessa il trionfo della banalità
Una carta di Cassazione rispolvera la memoria, dieci anni dopo, del "caso Di Bella". L’iter giudiziario sancisce ciò che già si sapeva, e cioè che la volenterosa cura-placebo di un anziano medico divenne una bufala mediatica di proporzioni gigantesche
È quasi commovente la caparbietà con la quale Cannes continua a premiare quei film che una volta si chiamavano "impegnati". Niente è più anacronistico dell’idea che la cultura e l’arte debbano ficcare le mani nell’intruglio sanguinante del sociale