Come possiamo aiutare gli americani, popolo così nevralgico per il presente e per il futuro del mondo, a rendere più amabile la loro maniera - così particolare - di stare in mezzo agli altri?
Neanche il Natale, con la sua solenne sospensione delle attività ordinarie, riesce a dare tregua alla maniacale presenza dei politici nelle nostre case. I giornali non escono, ma i telegiornali
Pare che il leghista trevigiano Giorgio Bettio, quello che ha invocato "metodi nazisti" come la decimazione contro gli immigrati, sia dispiaciuto di averlo detto. È già qualcosa. Ma il problema, da quelle parti, sta diventando serio...
Unanimi il plauso e la meraviglia per il successo televisivo di Benigni. Ma che la qualità paghi, che il popolo bue sia meno bue di quanto prevedono i tabulati del marketing, non è mica una novità
La cosiddetta evoluzione dei costumi andrebbe un tantino ripensata, se è vero che due bellissimi e brillanti e fortunati ventenni, lui campione di nuoto italiano, lei campionessa di nuoto francese, si sono lasciati con tanto di scenata in pubblico
Una marcia tra la vigilia e il primo dell’anno, dalle montagne alle Langhe. Un Natale e un Capodanno partigiani. Un Natale di povertà, un Capodanno di fatica, ma quando la gioventù rimediava tutto.
La ventilata relazione di Nicolas Sarkozy con Carla Bruni è inevitabilmente destinata a rinforzare la francofilia dei francofili italiani (dei quali reclamo la presidenza onoraria)
La maglia che l’Inter indossa per il suo centenario porta lo stemma di Milano, croce rossa in campo bianco. Ma un avvocato di Smirne ha letto in quella croce il simbolo dei Templari, e ha chiesto sanzioni contro l’Inter
Di tutte le cose lette e sentite su camion e camionisti, quella che mi ha letteralmente sbalordito è questa: il quaranta per cento dei tir italiani (quasi la metà) viaggia senza carico. Immaginatevi con quali conseguenze sui costi e sull’inquinamento
Nei momenti di futilità che per fortuna mi soccorrono ancora, posso dedicarmi a uno dei miei passatempi preferiti: l’osservazione della testa di Berlusconi, i cui mutamenti, nei decenni, non cessano di stupirmi
Ci pesa assai il sospetto sempre più forte che il Partito democratico sia minato alla nascita da una "questione vaticana" che c’entra molto poco con la (benvenuta) pluralità delle culture e delle tradizioni politiche che lo compongono
Abbiamo avuto l’onore di una visita privata di Giorgio Napolitano, dell’ex ministro degli esteri tedesco Joschka Fischer, di Daniel Barenboim, di tanti studiosi e di molti cittadini. Un solo aspetto ci è dispiaciuto: la non-presenza del Comune di Milano.
Non dovrebbe impressionare più di tanto il fatto che la "cosa rossa” sia un luogo ribollente di dispute e sospetti. La litigiosità, insieme alla vocazione minoritaria, è per la sinistra radicale il solo vero marchio di garanzia
Ma quand'è che la destra italiana riuscirà a liberarsi di questo dannosissimo signore che nel giro di neanche una generazione è riuscito a sputtanarla come neanche un secolo di propaganda "comunista" ha saputo fare?
Difficile dire se sia più ridicolo o più disgustoso considerare "trendy" i criminali, e metterli sotto contratto come è capitato al rom che ha ammazzato quattro ragazzi guidando ubriaco
Natale è ancora una festa cristiana? Guardando le pratiche degli acquisti e dei consumi sembra che nella nostra cultura il Natale sia ormai già ateo. Di religioso è rimasto soltanto il rito.
Antologie: al MART di Rovereto una sterminata summa enciclopedica dedicata alla parola nell’arte ripristina il legame originario tra segni e immagini. Un percorso suggellato dalle avanguardie.
‟Nostoi”, li hanno chiamati; ‟ritorni”, come il celebre viaggio di Ulisse verso Itaca. Tra i capolavori rientrati uno ha uno speciale valore simbolico: è il celebre cratere a calice ove è rappresentato il ‟ratto di Europa”
Com’è diventato facile fottere i poveri. Farli rimanere cafoni e anzi farli diventare cafoni al quadrato, supercafoni e dunque inchiodati alla povertà di spirito e di sguardo, poveri in eterno
Nel cuore più profondo della giungle indocinesi, nella valli del Laos accanto al Mekong, sopravvive una banda di irregolari del popolo Hmong che la Cia reclutò negli anni '60 come ausiliari nella guerra in Vietnam e che ora Washington ignora.