Grave siccità nel bacino del Rio delle Amazzoni. Il governo brasiliano ha inviato l'esercito per distribuire acqua potabile, cibo e medicinali nei villaggi dello stato di Amazonas.
La droga torna in prima pagina e subito si cerca di ridar vita alla ‟legge Fini” sulle tossicodipendenze, che giace da tempo inanimata in parlamento. Una legge autoritaria e dannosa che crea confusione sul concetto di ‟modica quantità”.
La guerra in Iraq, il Cia-gate, l'uragano Katrina, la nomina della Miers, ogni problema lascia un segno sul volto del presidente Bush. Molti leggono il suo body language come un segno del declino.
La politica si è ridotta a opposte manipolazioni della verità: la guerra è meglio della pace per trasformare le dittature in democrazie, la disinformazione in libera stampa, la servitù dei popoli aggrediti in progresso civile.
Ayman Al Zawahiri, braccio e mente del movimento di Al Qaeda, ridisegna la mappa del Medio Oriente. Perso il Califfato afghano anche per colpa degli ‟errori dei talebani”, sogna di costituirlo in Iraq una volta che gli americani se ne saranno andati.
Giocano a cricket, tifano Chelsea o Arsenal, vanno a mangiare la pizza con gli amici, vivono in famiglie accoglienti, si divertono con le arti marziali. Sono gli euro-jihadisti. Vite normali dietro le quali nascondono un'attività clandestina.
Scotland Yard evita di pronunciare, in modo diretto, la parola attentatore suicida, ma è dal 2003 che gli investigatori sono in caccia. Cercavano ‟una scuola per kamikaze” inglesi e i possibili reclutatori.
L'intelligence americana chiese aiuto ai nostri 007 per il rapimento di Abu Omar. Prima tentarono di coinvolgere gli agenti, poi sollecitarono un via libera politico. Da Roma non ci fu nessuna opposizione.
Quanto tempo occorre per scovare su un sito Internet una formula per costruire una bomba rudimentale? Dieci, quindici secondi. Ci sono ricette per bombaroli, schemi, suggerimenti, diagrammi, fotografie.
Il massacro di Sharm El-Sheikh porta la stessa firma di Taba: ‟le Brigate Azzam”. L’operazione ‟contro sionisti e crociati”, affermano, ‟è una risposta alle forze del male che versano il sangue dei musulmani in Iraq”.
Il gruppo di Al Zarkawi ha rivendicato il sequestro dell'ambasciatore egiziano in Iraq e lanciato nuovi attacchi contro rappresentanti stranieri. Il messaggio è stato pubblicato su un sito Internet e porta la firma di Abu Maysara Al Iraqi.
A Bagdad Al Qaeda ha annunciato che ucciderà Ihab Al Sharif, l’ambasciatore egiziano sequestrato in Iraq. Per confermare la veridicità del comunicato gli estremisti lo hanno accompagnato da una foto dei documenti del diplomatico sequestrato.
Donald Rumsfeld spera di poter sfruttare le divisioni tra le diverse anime della resistenza, gli ex baathisti, gli estremisti islamici locali e i pazzi di Al Zarkawi, e per questo rilancia la trattativa per farle entrare nel gioco politico.
Le ultime notizie da Teheran, con il duello tra l' eterno pragmatico Rafsanjani e l'ultradicale Ahmadinejad, non emozionano più di tanto la comunità iraniana in Italia. Solo poche centinaia degli aventi diritto hanno votato.
Dal lanciagranate al plastico, le possibilità di acquisire armi al mercato nero, grazie ai contatti con la criminalità organizzata, sono molte. Spesso i carichi di armi vengono pagati con la droga. Come nel caso di Madrid.
Alla stragi in Iraq, il comando americano risponde con l'annuncio di un colpo pesante: ‟Abbiamo ucciso il numero due di Al Zarkawi, Abdullah Abu Azzam, responsabile della morte di centinaia di persone”.
Un meccanismo ‟domanda-risposta” per approfondire il ruolo dei servizi segreti italiani nel rapimento a Milano dell’imam Abu Omar, poi trasferito nel Cairo per essere più ‟liberamente” interrogato.
Il terrorista è nella sua abitazione in una qualsiasi città del Medio Oriente o del Pakistan. Se ne sta seduto al computer e naviga su Internet. In un motore di ricerca digita la parola "foto satellitare di Roma"...
La Cia ha rapito una sua creatura? Il ‟Chicago Tribune” ha scoperto che tra il 95 e il 97 Abu Omar era diventato ‟il più produttivo informatore della Cia e dei servizi segreti albanesi”.